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politica interna
29 gennaio 2014
Dove andremo ???


Distribuzione della ricchezza in Italia

Buon 2014 a tutti e voi e ben ritrovati. Il primo mese dell'anno sta ormai volgendo al termine portandosi dietro un pò di quei risparmi della tredicesima dicembrina che ha fatto passare a molti un Natale sereno anche se non frizzante; la coda di questo Gennaio chiude il sipario tasse, almeno temporaneamente, e ne apre uno nuovo dal titolo " BEFFE ".
I dati pubblicati dalla Banca d'Italia sulla distribuzione della ricchezza in Italia hanno tutta l'aria di una presa in giro:


Il 46,6 % del patrimonio nazionale è detenuto da 10% delle famiglie italiane

Il 53,4 % è suddiviso tra il 90% delle famiglie italiane.


E' una farsa, un gioco o è la pura verità ...
Ma se questa è la verità, cosa sta facendo il governo per attenuare questo duro scostamento ? Finora a pagare sono stati tutti gli Italiani, indistintamente dalla loro posizione sociale; certo gli effetti delle tasse sono differenti: chi ha la possibilità di far parte del
magic team del 10% non ha problemi a pagare, non ne sente il peso, ma chi sfortunatamente milita nel Disparate 90% e si trova con il fiato sul collo ogni fine mese, vede restringersi sempre di più il suo potere d'acquisto e la sua capacità di competere ancora in questo Paese dalla truffa facile ed impuunita.

Con un colpo di coda da vecchie volpi e per amore del Belpaese ecco che qualcosa da Montecitorio si muove per mettere a tacere queste disparità, il 24 Gennaio scorso è stato approvato il decreto che contiene il "Voluntary disclosure", ovvero collaborazione spontanea, nella sostanza uno scudo fiscale per far rientrare i capitali dall'estero. Questa pratica, come abbiamo avuto modo di vedere in questi anni, è utilizzata
per fare cassa indistintamente da destra a sinistra.
Le modalità di attuazione possono essere differenti su alcuni punti ma il fine è il medesimo: permettere di fare rientrare in Italia i capitali detenuti all'estero da residenti italiani facendogli pagare quanto dovuto e non versato in questi anni.
NON SI PARLA DI INTERESSI DI MORA E DI RISARCIMENTO DI DANNI SUBITI DALLA NAZIONE, ma solo di saldare il dovuto, un
CONDONO in piena regola... anche se i giornalisti non utilizzano questa parola, come dire troppo di destra, troppo Berlusconiana, ma è indubbio che il governo il giorno 24 Gennaio ha varato un condono verso i soliti ignoti. Sembra proprio che questo sia il solo modo che i governi Italiani conoscono e praticano per riuscire a fare cassa e mantenere i privilegi. Ancora una volta bisogna ammettere che il GOVERNO HA FALLITO nel suo intento, si è piegato davanti alla giustizia, è stato sconfitto dai suoi stessi detrattori.
politica interna
30 aprile 2013
E' RITORNATA A GOVERNARE PIU' SPLENDENTE CHE MAI LA DEMOCRAZIA CRISTIANA


Dopo tanti giri di parole, ideologie rinnegate, modelli distrutti, lei sta sempre là, immutabile nel tempo. Cambiano i volti, la società ma la Democrazia Cristiana no. Quando tutto sembrava andare in malore, con un colpo da presidente rieccola a palazzo Chigi a governare.
 


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politica interna
9 aprile 2013
La politica italiana ? Una soap opera
La politica in Italia è una soap opera infinita di puntate che si consumano giornalmente davanti a spettatori increduli ed attoniti che nonostante tutto cotinuano a vivere la propria quotidianità, sicuri che se anche  perdessrò un mese di puntate alla fine leggendo un giornale o riguardando la tv riuscirebbero a ritrovare il filo conduttore della storia. Un pò come avviene in Beatiful dove la saga delle famiglie Forrester e Logan si aggrovigliano, si separano ma alla fine è sempre facile trovare il bandolo della matassa.
Tutto prevedibile quanto successo nella settimana santa ? Si, avevo scritto a riguardo un paio di post, così ho chiuso con i media per una settimana per scoprire oggi lo stallo in cui si trova la nostra classe politica e le Istituzioni che da essa dovevano trarre la linfa vitale per il nostro Paese. E' inutile girarci intorno, siamo nel bel mezzo di un deadlock, da qualunque parte si cerchi di forzare, la massa non si muove, è immobile. La scollatura tra lo Stato e cittadini si fa sempre più larga, più questa situazione di immobilismo perdura e più aumenta il moto in direzioni opposte tra Stato e cittadini. Più questa separazione si fa profonda e più sarà difficile ricucirla.
Sentiamo spesso nell'arena politica le motivazioni che ciascun partito esprime per perorare la propria causa, peccato che da parte di nessuno si faccia riferimento al Paese Italia, ma si sente solo parlare di Istituzione che, mi rincresce dirlo, forse sono veramente obsolete o almeno lo sono tanto quanto il loro potere di ingessare una Nazione.
E se fosse arrivato il momento di finire questa soap opera ed iniziare un nuovo Film ?
politica interna
19 marzo 2013
Non tutti i mali vengono per nuocere
E' prorpio vero che quando qualcuno è messo alle corde, davanti a morte sicura, cerca di reagire, aguzza l'ingegno... non è detto che riesca nell'intento ma spesso riesce ad avere  una boccata d'aria utile a pensare al fututo. E' così il PD moribondo ed in agonia è riuscito con un colpo magistrale a candidare volti nuovi per le presidenza di camera e senato, riportando due vittorie e mettendo in luce il volto opaco del M5S. E' da tanto tempo che in questo blog scrivo sulla necessità del PD di svecchiarsi, di fare tabula rasa della sua vecchia dirigenza e rinnovarsi dal di dentro e pazienza se per attuare tutto questo bisogna avere la testa di Bersani.
Per tale cambiamento repentino all'interno ed all'esterno del PD bisogna senza ombra di dubbio ringraziare il M5S, senza la sua grande vittoria la nostra politica sarebbe rimasta sempre nel suo stato vegetetivo che inevitabilmente porta al declinio più assoluto. Invece in questi giorni assistiamo con vivace interesse al dibattito politico ed alle mosse e contromosse sullo scacchiere nazionale. Grazie di cuore M5S che sei riuscito là dove Renzi aveva fallito con le primarie.
Ho votato Renzi perchè pensavo che il cambiamento era l'unica strada percorribile da un PD sempre più simile alla vecchia Democrazia Cristiana. Dopo la delusione iniziale del responso delle urne ho esultato alla nuova corrente del M5S perchè ho capito che finalmente l'Italia poteva e può cambiare.
Non importa avere il governo, conserviamo quello in carica con una sana prorogatio, Monti ne sia il rappresentante di immagine così l'Europa è tranquilla e può dormire sonni sereni, lasciamo lavorare il Parlamento. L'occasione è unica per riuscire a legiferare su quelle tematiche di giustizia ed equità sociale care sia al PD che al M5S.
Nonostante i corvi del malaugurio che ipotizzano una situazione italiana disastrosa io esco dal coro e sono fiduciosa, penso che questa sia la situazione migliore per la nosta nazione, mi auguro solo che non venga persa  quest'occasione di cambiamento. Il rinnovamento è a portata di mano e se fossi il PD lo prenderei al volo e punterei alla vittoria delle prossime elezioni parlamentari.
Grazie Movimento Cinque Stelle.


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politica interna
6 marzo 2013
La strada del M5S
Ogni giorno che passa l'ipotesi che mi si era formata nella testa dopo la delusione iniziale dell'esito elettorale sembra prendere sempre più piede: se il M5S non volesse decidere o meglio facesse ammuina - come direbberò al Sud - per prolungare le consultazioni e di fatto mantenere in vita il governo attuale. Potrebbe sembrare una strategia assurda ma invece la PROROGATIO è un'idea geniale che di fatto sancirebbe la supremazia del M5S.
Il governo della prorogatio è difatto un governo depotenziato, si occuperebbe delle operazioni di ordinaria amministrazione e ha facoltà di promulgare leggi solo in casi di emergenza. Un siffatto governo di fatto ridà al Parlamento una parte di potere che i governi che di volta in volta si sono succeduti in questi anni le avevano tolto. Grillo, anzi gli attivisti del M5S potrebberò finalmente tenere sotto controllo entrambi i due schieramenti: PD e PDL e gridare allo scandolo al minimo errore.
Certo tutto questo è allungare la campagna elettorale, ma d'altronde con questo esito elettorale nessuno crede ad un possibile governo che possa durare un intera legislatura e il M5S lo sa e non vuole sporcarsi le mani governando. Quindi ammutinamento e prorogatio il tempo che basta per la riforma elettorale ed i costi della politica, e già là ne vedremo delle belle, poi subito al voto nella speranza di riuscire ad avere la maggioranza assoluta.
Si il M5S si comporta come se fosse in campagna elettorale e le sue scelte sono condizionate da tal fine. Alla luce di quanto detto non possiamo credere chi sostiene che il movimento sia apolitico, se non Grillo, chi per lui ha dimostrato di avere una mente fine e di conoscere a fondo i giochi politici.
Da parte mia ringrazio i cittadini del M5S in Parlamento per aver reso effervescente il clima politico di queste settimane.

politica interna
1 marzo 2013
Appello al M5S
Ho letto sul blog di Beppe Grillo, portavoce del M5S, che gli eletti del movimento non faranno alleanze con alcun partito e voteranno in aula, di volta in volta, le leggi che rispondono al loro programma. C'è solo un piccolo problema costituzionale alla formazione del nuovo governo a cui Grillo ed il suo movimento non hanno ancora dato una risposta. Il problema è dato dalla legge n. 400/88 che prevede la fiducia da parte delle camere al nuovo governo. A parte le ingiurie e gli sproloqui di Grillo che non fanno altro che esasperare la situazione di ingovernabilità che si è venuta a creare dopo le elezioni, il M5S al momento non ha espresso una sua opinione o proposto soluzioni in merito.
Sembra quasi che siano in attesa di qualcosa o qualcuno: di cosa ? di Chi ?
Quest'attegiamento ci sembra poco responsabile nei confronti dell'Italia e degli Italiani che lo hanno proclamato, alla camera, vincitore. L'Italia, inutile negarlo, ha bisogno di un governo nell'immediato futuro che dia nuova fiducia ai mercati ed alla stabilità economica del Paese, oltre a cambiare  la vigente legge elettorale.
Per tale motivo chiediamo ai cittadini attivisti di M5S di farci sapere il loro pensiero in merito, Beppe Grillo permettendo.


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politica interna
30 novembre 2012
Tutti a votare Bersani per cambiare l'Italia
E' da lunedi che i muri di Roma sono stati tapezzati da manifesti con su scritto: "Tutti a votare Bersani per cambiare l'Italia", io non credo all'affermazione per tutta una serie di motivi ma, principalmente, perchè penso che Bersani non abbia quel carisma per raggiungere la maggioranza necessaria a governare il Paese. Al poco carisma si aggiunga anche la crisi politica in atto che premierà l'astensionismo ed i partiti populisti che rompono gli equilibri della casta. Non vogliamo dare un giudizio sulla persona, ma sicuramente Bersani rappresenta gli equilibri della casta, basta sentirlo parlare di alleanze e della possibilità di affidare a Monti il ministero dell'economia. In pratica, allo stato attuale delle cose, una vittoria alle primarie di Bersani si tramuterà in un governo tecnico con la presidenza affidata a Monti.
Io non voto Bersani, perchè altri 4 anni di Monti li trovo insopportabili e poco civili per un paese come l'Italia. Le ultime esternazioni sulla sanità ed il problema dei malati di SLA danno un esempio della pochezza di questo governo sugli aspetti sociali del Paese ed una visione ristretta dello strato sociale italiano, che l'attuale governo non riesce a configurare al di fuori della stretta cerchia di amici milionari.
Su questo punto mi permetto di precisare, spero senza essere vista come rottamatrice, che di questo governo e di questo entourage il segretario del partito democratico ha fatto parte, per tale motivo mi costa difficolta credere che possa cambiare l'Italia.
Voterò l'alternativa, voterò per chi è capace di mandare a casa questo governo Monti, voterò Renzi.

finanza
9 ottobre 2012
La Fiat, la famiglia Agnelli e le sue menzogne

                        
 
<<La crisi è colpevole dei mancati investimenti nella Fabrica Italia>>, questa è la motivazione che giustifica la fine del progetto. Delle spiegazioni date al governo in un sabato pomeriggio settembrino non c'è dato sapere. I giornali non ne parlano, ore ed ore di discussione tra Monti, Fornero, Marchionne ed Elkann solo per assicurare che la Fiat resterà in Italia; una faccenda poco
chiara che stride con l'annunciata fusione Fiat Industrial e Case New Hollande.
La notizia di una probabile fusione fra le due società era già stata annunciata prima dell'estate ma ancora c'era da definire il nuovo assetto societario che oggi sembra già delineato nella sua forma e che può essere riassunto con la frase: <<By By Italia!!!>>.
Dalla fusione nascerà una nuova società con sede legale in Olanda, molto probabilmente la newco sarà registrata fiscalmente nelle Antille olandesi, noto paradiso fiscale ove si beneficia di aliquote d'imposta basse e, udite bene: NON SI PAGNANO TASSE SUI DIVIDENDI AZIENDALI. Il "dutch sandwich", il sistema più in voga in Olanda per creare holding al fine di non pagare tasse sui dividendi aziendali della casa madre e delle aziende consorelle. Così la famiglia Agnelli si appresta a mangiare il "dutch sandwich", abbandonare l' italia ed aumentare il proprio tesoretto personale.
La nuova società, che non avrà sede in Italia, diventerà de facto un grosso polo industriale di macchine agricole, macchine per il movimento terra e veicoli commerciali, sarà quotata NYSE di New York e scomparirà dai listini della borsa di Milano.
E' plausibile che il governo non sapesse, no ci è dato crederlo, tanto più per le ripercussioni di tale manovra sulle casse dello Stato.Con un giochetto finanziario una delle maggiori aziende italiane chiude i battenti in terra nostrana, si trasferisce verso Paesi con pressione fiscale più competitiva e scarica sulla collettività gli oneri dei prossimi disoccupati e dei minori introiti fiscali.
Il governo tace, gli Agnelli riempiono i propri forzieri, Marchionne è pagato lautamente per il suo apporto alla rendita finanziarie ed agli Italiani restano solo menzogne.
 
    
ECONOMIA
3 ottobre 2011
Manovra si, Manovra No, Manovra Italiana
Sembra proprio la canzone di Elio e le Storie Tese ad esprimere meglio di qualunque cosa la situazione economica italiana. Ogni giorno viene aggiunta una nuova riforma, un piccolo passo avanti che il giorno dopo svanisce: in base ai sondaggi avrebbe scontentato una buona parte dell'elettorato e quindi è meglio toglierlo. Quando si fa una proposta di legge o una manovra bisogna tenere i dati in mano e dopo aver fatto un pò di conti e statistiche scegliere il male minore per l'estabilishment. Alla fine, forse per non scontentare tutti, si è deciso di adottare la par-condicio e cosi via all'aumento della IVA ed ai tagli fiscali sulle detrazione di affitti, mutui e prima casa.
Riguardando e ragionando da profani su queste voci la manovra non sembra rspettare il principio di uguaglianza sociale, ma, al contrario, appare sbilanciata a favore dello strato benestante della società. Il primo effetto dell'aumento dell'IVA si traduce in breve tempo in un aumento dei prezzi al consumo, che va ad intaccare la capacità di acquisto dei consumatori, con il risultato che i redditti medi e bassi vedranno eroso il propio valore, i redditi alti non sentiranno minimamente la differenza. Le minori detrazioni fiscali per affitti, mutui e prima casa si aggiunge per ridurre ulteriormente il potere di acquisto delle classi sociali medio basse. In conclusione i ricchi saranno sempre più ricchi e tutti gli altri diventeranno un pò più poveri. (Forse chi ha votato Lega è bene che tenga in mente quanto fatto dalla finanziaria al momento del voto). Il punto grave della manovra e delle riforme è che la curva di povertà dei redditi viaggia lungo un unico verso ascendente. La causa princicale di quest'andamento è da ricercare sulla bassa crescita, e quindi bassi volumi di reddito, del sistema Italia. 



Il grafico  mostra le variazioni percentuali del PIL reale italiano nel periodo di tempo che va dal 1985 al 2009, dati Istat. Come si può notare è dal 2006 che la curva non riesce ad invertire la rotta.
Assumiamo che l'indice di povertà di un paese è l'inverso del benessere economico, possiamo definire ip = n.abitanti/PIL. Sappiamo, anche, che tale distribuzione non è uniforme, ma che durante gli anni una fetta sempre maggiore di PIL è stata assorbita da una minoranza della popolazione: classe benestante. Indichiamo con q la quantita di debito pubblico assorbita dal ceto benestante, con PB il numero di abitanti che appartengono al ceto benestante e con P il numero totale  di abitanti, l'indice di povertà dei redditi medi può essere espresso come:         

                          ip = (P-PB)/(1-q)*PIL

Considerando che la variazione della popolazione negli anni è costante, si deduce che l'indice di povertà varia in funzione del PIL e del fattore q. Un aumento di q e/o una diminuzione del PIL provoca una minore capacità d'acquisto del ceto medio. Se non si inverte rotta e non si cresce saremo sempre più poveri.






Per crescere ed invertire la rotta, in base alla teoria macroeconomica, bisogna aumentare la domanda aggregata, incrementando sia i consumi interni che l'export. Non ci sembra che la manovra approvata agisca sulle variabili della crescita, l'aumento dell'IVA ed i tagli fiscali hanno un effetto leva sull'indice di povertà, indebolisce ancor più il potere d'acquisto dei redditi medi con una contrazione dei consumi interni. Per la variabile export lasciamo parlare da solo il grafico seguente:
 



La competitività, il futuro dell'export si valuterà in base a questa variabile ed è là che bisogna intervenire per aumentare un export che tutto sommato sembra reggere. 
Se vogliamo realmente uscire da questa crisi, c'è bisogno di una politica economica che inizi a guardare e correggere le distorsioni di una cattiva redistribuzione del PIL, che non sia arroccata su caste e dia più spazio all'istruzione ed ai giovani... solo loro potranno rendere più competitive le nostre imprese. Lotta all'evasione fiscale e più coesione nazionale, il federalismo non fa altro che impoverire il Paese: spero che i leghisti abbiano ormai compreso che anche nella Lega è un magna magna che deve essere estirpato prima di arrivare ad uno stato di povertà da cui sarà sempre più difficile risalire.
sfoglia
dicembre        febbraio

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